Sesto / Campari vende i vini cileni per 30 milioni di euro

Campari la multinazionale delle bevande alcooliche con sede a Sesto San Giovanni annuncia di aver siglato un accordo per la cessione dei vini Lapostolle in Cile, tramite la vendita di Marnier Investissments S.A. ad Alexandra Marnier Lapostolle, agendo per suo conto e per conto del management team locale della cantina.

Il corrispettivo dell’operazione è pari a 30 milioni di euro, e include una posizione finanziaria netta di 23,3 milioni. Il business ceduto comprende i vini cileni e il pisco a marchio ‘Lapostolle’, altre marche, nonché i relativi vigneti, gli impianti per la vinificazione e la produzione, il magazzino, l’attivo immobiliare e le attività alberghiere in Cile ‘Lapostolle Residence’.

Nell’anno fiscale terminante il 31 dicembre 2015, Marnier Chile S.A. ha registrato vendite nette pari a 13,6 milioni di euro (CLP 9.843,2 milioni) ed EBITDA pari a 1,8 milioni (CLP 1.336,6 milioni). Il corrispettivo dell’operazione corrisponde a un multiplo storico pari a 16,3 volte l’EBITDA. Il closing dell’operazione è previsto entro due mesi.

La cantina Lapostolle, situata nella regione di Santa Cruz, è stata fondata nel 1994 da Alexandra Marnier Lapostolle. Oggi, la cantina possiede 370 ettari in tre diversi vigneti e ha un portafoglio di vini di alta gamma tra cui Sauvignon Blanc, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot, Carmenèree Syrah. Distribuita in oltre 60 paesi in tutto il mondo, la gamma Lapostolle include vini pluripremiati come Clos Apalta 2005, al primo posto nella Top 100 di Wine Spectator nel 2008.

Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer-Gruppo Campari: “L’accordo per la vendita del business del vino in Cile, entrato nel perimetro di Campari nel contesto dell’acquisizione di Grand Marnier, segue la vendita del business dei vini fermi italiani, completata pochi giorni fa. Con questa operazione Gruppo Campari conferma il suo impegno a uscire completamente dal business dei vini fermi, in linea con la strategia volta a razionalizzare le attività non strategiche e aumentare il focus sul core business degli spirit. Dall’inizio del 2016 abbiamo ceduto attività non strategiche per un valore complessivo di 96 milioni di euro”.

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