PalinSesto, il 26 gennaio in villa Mylius concerto di musica klezmer per ricordare la Shoa

Dall’associazione PalinSesto di Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo:

Giovedì 26 gennaio alle ore 20.45 nella sede della Fondazione ISEC a Villa Mylius (largo Lamarmora 17) di Sesto San Giovanni, l’associazione culturale PalinSesto presenta “ABBIAMO LASCIATO IL CAMPO CANTANDO”. Si tratta di un concerto di musica klezmer, l’espressione più viva della musica tradizionale ebraica del repertorio yiddish.

La serata, patrocinata dal comune di Sesto S. Giovanni, oltre a costituire il secondo appuntamento nel cartellone della rassegna “Les Sarabandistes” (consultabile su www.palinsesto.events), rientra nelle iniziative promosse dall’Amministrazione cittadina e in particolare dall’Assessorato alla Cultura per le celebrazioni relative al Giorno della Memoria, istituito per tener vivo il ricordo della Shoah.

“Riteniamo che il modo migliore per onorare la memoria di una simile tragedia – spiega Erika Ripamonti, presidente dell’associazione PalinSesto, – sia conoscere e lasciarsi incuriosire dalle tradizioni dei popoli; la musica è la voce più immediata di tali tradizioni e il veicolo emotivo dell’identità di una comunità. Anche quando tutto è andato perduto, la musica rimane perché è un patrimonio impalpabile, che non può essere scalfito da nessuna violenza distruttiva. Basta che rimanga vivo nei cuori e nel ricordo per poter rivivere sotto forma di suoni”.

Gli interpreti della serata saranno i Boz Trio & Guests, un gruppo di musicisti folk specializzato nel repertorio klezmer e in musica tradizionale dell’Est Europa in genere. La band è composta da Rouben Vitali al clarinetto, Luca Grazioli alla tromba, Luca Pedeferri alla fisarmonica, Davide Longoni alla chitarra e Alberto Capsoni al contrabbasso. I Boz Trio & Guests hanno all’attivo, oltre ad una intensa attività concertistica, due album, “Zob!” (2012) e “Boz Trip” (2014).

Il nazionalismo non è sempre stato sinonimo di razzismo e oppressione di popoli giudicati inferiori – ha voluto precisare il direttore artistico di PalinSesto, Antonio Panzera – C’è stato un tempo, nell’Ottocento, quando buona parte dei popoli europei era oppressa dal dominio straniero, in cui il nazionalismo era fratellanza e dialogo e la propria identità era una ricchezza per sé e per gli altri, esattamente come avviene nell’impasto timbrico di strumenti musicali dalla voce e dal carattere completamente diversi tra loro. Gli ingredienti di una cucina, i tessuti e i colori dell’abbigliamento, i luoghi e la musica sono non a caso gli elementi costitutivi di ogni viaggio autentico. Essere ospiti e lasciarsi avvolgere dall’identità di un popolo è, prima ancora del memoriale di una tragedia collettiva, quello che PalinSesto vuole proporre nella serata del 26 gennaio, in una sede che ospita significativamente un istituto di studi storici”. Quindi, ancora una volta, la parola alla storia dei popoli, che danzerà al ritmo di musica. 

Ingresso: intero 7 euro, ridotto 5 euro (under 26, over 65); gratis fino ai 14 anni“.

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