Il fine settimana di cronaca: sepolto a Sesto il terrorista di Berlino?; furti di passeggini e danni alle auto; controlli dei carabinieri

Fine settimana ricco di cronaca nel Nord Milano. Ecco un riassunto di quello che è accaduto.

DANNI ALLE AUTO E FURTI DI PASSEGGINI – Non bastavano i finestrini danneggiati alle auto per rubare all’interno (l’ultimo episodio in zona Marelli). Pure i passeggini. E’ accaduto in zona Marelli ed è stato raccontato nel gruppo Facebook SestoSegnalazioni. Un altro episodio di degrado che preoccupa i cittadini. 

DOVEVA ESSERE ESPULSO, ERA ANCORA A SESTO- Un uomo di origine marocchina doveva essere espulso dal 2015, ma si trovava ancora a Sesto San Giovanni. Lo hanno scoperto i carabinieri della stazione, durante un controllo. Sempre i militari del comando di compagnia di Sesto e della tenenza di Cologno, a Cologno Monzese, hanno denunciato un 30enne che si è rifiutato di sottoporsi all’etilometro, dopo un incidente in corso Roma.

IL TERRORISTA DI BERLINO SEPOLTO A SESTO? Emergono ancora inquietanti notizie sul caso di Anis Amri, il terrorista autore della strage di Berlino che nella notte fra il 22 e il 23 dicembre, è stato ucciso davanti alla stazione di Sesto San Giovanni nel corso di una sparatoria con la polizia, che lo aveva fermato per un controllo. Da un lato, il settimanale tedesco Welt am Sonntag ha pubblicato un’inchiesta esclusiva sul terrorista di origine tunisina. Secondo fonti dell’edizione domenicale del quotidiano tedesco, l’Italia avrebbe commesso due gravi errori nella gestione del caso Amri, sin dal 2011 quando l’uomo era in Sicilia. Primo: le autorità tunisine avrebbero riconosciuto Amri come loro cittadino già nel 2011. E, sostiene la Welt am Sonntag citando fonti dei nostri servizi, l’intelligence italiana avrebbe addirittura cercato di “assoldarlo come infiltrato” in ambienti islamisti. L’altra notizia, invece, riguarda la sua sepoltura, il cui costo per la legge italiana, dovrebbe ricadere sul Comune di Sesto San Giovanni, dato che la famiglia a un mese di distanza dalla morte, non ha reclamato il corpo, ancora all’obitorio di Milano. Il condizionale è d’obbligo perché la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria: al momento del nulla osta per la sepoltura, si dovrà capire chi se ne dovrà occupare e dove.

© Riproduzione permessa solo citando espressamente la fonte Corriere di Sesto

 

 

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