Sesto / ‘La fabbrica’ (Sel): “Su Bibbona una commissione che verifichi il rispetto da parte del vincitore dell’appalto delle richieste dei cittadini”

Da La Fabbrica, gruppo di cittadini di Sesto San Giovanni vicini al centrosinistra e a Sel (Sinistra, ecologia e libertà) riceviamo e pubblichiamo:

Come Fabbrica abbiamo sempre ritenuto Bibbona un patrimonio della città di Sesto San Giovanni e quindi non possiamo che essere contente che il bando per l’affidamento e la ristrutturazione sia andato a buon fine.

E’ noto che i successi, a differenza delle sconfitte, hanno molti padri, e proprio per questo ci sembra giusto ricostruire quanto in questi anni è avvenuto.

Fin dai primi mesi della consiliatura abbiamo posto la questione del rilancio di Bibbona, non riuscendo sempre ad avere risposte esaurienti e scoprendo ben presto che per alcuni componenti della maggioranza la soluzione migliore era quella di vendere la struttura.
Contemporaneamente abbiamo partecipato al movimento che in città si è mosso per portare all’attenzione il tema del ruolo della struttura nel welfare cittadino, del turismo sociale e della difesa di un bene comune della città, in terra Toscana.
Contro l’ipotesi di alienazione della casa vacanza si formava l’Associazione Amici di Bibbona che ci vedeva tra le protagoniste attive.

Sulla spinta di alcune di noi, dell’Associazione e di una parte della maggioranza Monica Chittò chiedeva a Lella Brambilla di stilare un progetto per il rilancio della Casa vacanza Salvador Allende.

Lella Brambilla si impegnava, a titolo completamente gratuito e, dopo un lavoro di ricerca fatto anche in loco e con il contributo di esperte /esperti, presentava a fine 2014 il progetto. Una parte della maggioranza, in particolare i Democratici per il cambiamento allora ancora Verso Sesto e una parte del Partito Democratico, spingeva per la vendita della struttura e bocciava il progetto presentato accampando la mancanza di un piano finanziario che lo sosteneva, piano finanziario invece previsto dal progetto e da presentare in un successivo passaggio.

Dopo le analisi fatta dalla società IPI che dimostrava l’impossibilità di vendere la struttura ad un prezzo conveniente per il comune, iniziava il lavoro per la stesura di un bando d’affidamento.

In maggioranza e nei gruppi consiliari il dibattito ci ha visto protagoniste attive nel richiedere che ci fossero punti fermi come le agevolazioni per i cittadini sestesi e l’impegno ad adeguare le attività – prevedendo anche personale qualificato – in funzione delle esigenze degli ospiti, con particolare attenzione ai gruppi accompagnati di bambini, anziani, persone con disabilità.

Oggi possiamo dire che ci si sta muovendo nella direzione giusta da noi indicata: ripensare complessivamente al welfare perché risulti adeguato ai mutamenti della vita delle persone, delle famiglie, della società, senza timore di attivare cooperazioni proficue tra pubblico e privato.

Per seguire il percorso apertosi con questo nuovo affidamento proporremo di formare una commissione dove siano presenti anche i cittadini e le cittadine portatrici degli interessi e dei bisogni sociali e collettivi, con l’obiettivo di verificare la realizzazione degli aspetti più qualificanti legati alle richieste della città“.

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