La lettera / “Pmi, reinvertarsi o chiudere, il 2017 anno della svolta. Ma la pubblica amministrazione…”

Riceviamo dal presidente di A.P.I. Paolo Galassi e pubblichiamo:

Pmi “affamate” di crescita, basta polemiche che non giovano al Pil!

Sopravvivere con il rischio di chiudere o reinventare sé stesse. Questo il bivio davanti al quale si trovano le piccole e medie imprese che, al termine dell’anno, sono sempre più convinte che il 2017 non potrà essere, per l’ennesima volta, l’anno dello “zero virgola”, dei dibattiti sulle cifre, delle polemiche inutili che non giovano a nessuno, men che meno al Pil. Le aziende sono “affamate” di crescita e per questo, nei prossimi mesi, le parole d’ordine delle associate ad A.P.I., saranno Industry 4.0 e smart factory, internazionalizzazione e welfare aziendale.

Il trend positivo in termini di riduzione delle richieste inerenti agli ammortizzatori sociali rilevato dal nostro Servizio Relazioni Industriali che evidenzia un calo del 2,48% rispetto al 2015 è il segnale che il mondo delle “piccole” non si è abbattuto davanti alla crisi e ogni giorno ha fatto impresa.

Ma ciò che servirà nell’immediato futuro sarà senza dubbio un salto di qualità: grazie al design, all’innovazione, alla flessibilità che contraddistingue la manifattura italiana, si dovrà recuperare il gap che divide la penisola dagli altri paesi, già notevolmente più avanti rispetto al nostro sistema imprenditoriale in tema, per esempio, di manifattura additiva e internet delle cose.

A questo divario, infatti, hanno contribuito alcuni elementi che impediscono all’industria italiana di rialzarsi e di affermarsi sullo scenario internazionale come punto di riferimento per gli investitori esteri, che invece continuano a guardare alle nostre eccellenze con reticenza. In tal senso, nonostante il nostro paese sia la seconda potenza in Europa nel settore manifatturiero, la totale mancanza di una vera e propria politica industriale comune, unitamente a un costo del lavoro gravoso e all’elevata tassazione, costituiscono ancora un ostacolo per i piccoli e medi imprenditori, cuore pulsante dell’economia italiana.

Serve coraggio. Da parte degli imprenditori che devono continuare a sperimentare e investire in nuovi progetti, da parte delle istituzioni che, partendo proprio dal contributo che le pmi danno quotidianamente alla produttività italiana, devono offrire alle aziende maggiore stabilità: in termini di certezza delle regole, sui tempi di pagamento della PA, sulla sburocratizzazione, sull’accesso al credito.

Le storie imprenditoriali di successo delle pmi che non si fermano di fronte alle difficoltà, ma continuano a essere curiose e ad adottare nuove tecnologie sono tante, ma vorrei che nel prossimo anno si moltiplicassero in maniera esponenziale. I casi di eccellenza in materia di Industry 4.0 e smart factory, i molteplici progetti di internazionalizzazione e, infine, le iniziative di welfare aziendale di diverse nostre associate sono, infatti, per noi tutti allo stesso tempo un motivo di orgoglio con cui vogliamo chiudere quest’anno e il primo, ottimo proposito per iniziare al meglio il 2017″.

  • Paolo Galassi,
  • presidente di A.P.I. Milano
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