Capodanno / A Sesto l’ordinanza anti botti potrebbe saltare, a Cinisello divieti validi: leggi perché

Ordinanze anti botti sì o no? Scoppia la polemica dopo la decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso dell’Associazione Pirotecnica Italiana e sospendere il provvedimento del sindaco di Roma Virginia Raggi. Fissata per il 25 gennaio una camera di consiglio per il 25 gennaio per discutere nel merito la questione. L’ordinanza come riportato dai principali quotidiani nazionali –  la 145 del 22 dicembre -prevedeva il “divieto assoluto” dal 29 dicembre all’1 gennaio, di “usare materiale esplodente, utilizzare fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici” e di “usare materiale esplodente anche ‘declassificato’ a meno di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali“. “L’inosservanza degli obblighi e dei divieti”, continuava l’ordinanza, “comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria a partire da 25 euro fino a 500 euro oltre al sequestro amministrativo”.

Con questo atto del Tar del Lazio si rischiano, a pioggia, ricorsi per annullare le ordinanze di altri sindaci, ad esempio, Sesto San Giovanni. In effetti i rilievi che il Tar ha fatto sull’ordinanza della Raggi si possono ritrovare anche in quello che ha scritto il sindaco Chittò. Il testo sestese, infatti, recita:
su tutto il territorio comunale è vietato, dal 23 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017, l’utilizzo di fuochi d’artificio, mortaretti, artifici esplodenti in genere e prodotti pirotecnici in grado comunque di provocare botti, fumi e gas, anche se di libera vendita; da tale disposizione sono esclusi gli spettacoli di fuochi d’artificio eventualmente programmati per le festività e preventivamente autorizzati dalle competenti Autorità“.

Secondo il Tar è lo Stato e non il Comune competente in materia per l’eventuale divieto di vendita e utilizzo dei botti. Molti giochi pirotecnici, infatti, sono costruiti in ottemperanza a norme ambientali e di rispetto degli animali, vietarli genericamente senza un elenco (che deve predisporre la Prefettura, non il Comune) significa scavalcare la legge italiana. Inoltre l’ordinanza di Roma andava sottoposta alla Prefettura, competente in materia, prima di essere emessa. Così come quella di Sesto dovrebbe passare al vaglio del commissariato della Polizia di Stato di Sesto, il cui dirigente è responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica di Sesto. Insomma, anche l’ordinanza della Chittò è a rischio di… saltare. 

Diversa la situazione a Cinisello Balsamo, dove il Comune è stato più attento. L’Amministrazione comunale, infatti, da qualche anno, non ha previsto specifica Ordinanza di divieto poiché il Regolamento di Polizia urbana già ne definisce alcune limitazioni. In particolare, nel documento, per garantire la sicurezza urbana, si vieta mettere a repentaglio l’incolumità delle persone ed effettuare accensioni pericolose con energia elettrica o fuochi esplodendo petardi in luoghi pubblici o privati non adibiti allo scopo o non autorizzati. Non si chiede, dunque, di rinunciarvi ma di usarli in modo consapevole, lontano dalle abitazioni e mai in mano ai bambini, proprio per evitare rischi e festeggiare il nuovo anno in serenità. Si ricorda, inoltre, che sono ammessi solo i fuochi d’artificio in vendita nei negozi autorizzati e solo se fatti esplodere in sicurezza. Chiunque viola le disposizioni è soggetto a sanzioni, nello specifico per l’esplosione di botti la sanzione amministrativa prevista è pari a 160 euro.

Già da qualche giorno, infine, la Polizia locale di Cinisello Balsamo sta effettuando controlli negli esercizi commerciali adibiti alla vendita di botti per verificarne l’autorizzazione e sono già state comminate multe ad alcuni cittadini.

 

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