Alla Villa Reale una mostra sulla monaca di Monza

Nel Serrone della Villa Reale di Monza, fino al 19 febbraio 2017, è in corso una interessante mostra dedicata alla drammatica esistenza della famosa Monaca, il cui nome rimane indelebilmente legato alla città lombarda. 

La mostra si inserisce nel programma delle celebrazioni “Sulle tracce della Monaca di Monza”, finalizzato a coinvolgere tutta la città con mostre, spettacoli, conversazioni, itinerari ad hoc. Marianna di Leyva, vissuta nella Milano spagnola tra il 1500 e il 1600, fu costretta dalla famiglia a farsi monaca e ad entrare nel convento di Santa Margherita a Monza, ove prese il nome di Suor Maria Virginia.

Nominata dal padre Contessa di Monza, motivo per cui nel convento veniva chiamata La Signora, fu una buona amministratrice della città fino a quando non conobbe Gian Paolo Osio che divenne il suo amante e determinò la sua rovina. Compì sotto la sua influenza azioni criminose. Fu scoperta, sottoposta a processo ecclesiastico e poi murata viva per circa quattordici anni in una cella ristrettissima con una sola piccola apertura per poter ricevere il cibo. Nella più totale solitudine iniziò un percorso spirituale di pentimento e redenzione,  grazie al quale venne perdonata e liberata dal Cardinale Federico Borromeo.

La sua drammatica e tormentata figura ha ispirato tante pagine della letteratura, del teatro e del cinema. Restano indimenticabili sopra tutte e profondamente commoventi quelle dedicate a Marianna di Leyva, ovvero Gertrude, da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, in cui  focalizza il tormento, la ribellione, la passione, e la inevitabile sventura di questa sfortunata giovane.

In mostra sono presenti 33 opere, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche, attraverso le quali vengono illustrati momenti salienti della vita di Marianna de Leyva. Sono documenti originali, incisioni, illustrazioni, e dipinti di noti artisti ottocenteschi. Il grande dipinto di  Mosè Bianchi, La Signora di Monza col ritratto dell’amante Egidio, è l’unico che ritrae anche la figura dell’uomo. Tra gli altri artisti citiamo  Giuseppe Molteni (La Signora di Monza), Francesco Hayez (La Monaca).

Accompagna l’esposizione un contributo video realizzato in collaborazione con la Compagnia teatrale La Sarabanda, nel quale viene ricostruito il processo che condannò Suor Maria Virginia ad essere murata viva. Nel percorso della mostra, attraverso altre testimonianze, viene anche affrontato il tema dell’ingresso forzato in convento di tante fanciulle appartenenti a famiglie nobili dell’epoca, allo scopo di evitare la dispersione del patrimonio famigliare, regolarmente destinato al primo figlio maschio.

La mostra, promossa da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza è stata ideata, prodotta e organizzata da VIDI srl, in collaborazione con Fondazione Gaiani e Comune di Monza. Per informazioni e visite: www.reggiadimonza.it/lamonacadimonza

Giovanna Turchi Vismara

      

 

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