Cultura / Il Califfato nella storia dell’Islam: le origini

Proseguiamo la collaborazione con Abdelmesih Nashaat, avvocato, interprete e studioso di Sesto San Giovanni, con il quale affronteremo alcuni dei principali argomenti di politica internazionale, legati più o meno direttamente alla nostra vita di tutti i giorni. Parleremo di libertà, di democrazia, della condizione femminile… con uno sguardo sul mondo musulmano da parte di un esperto.

Chi detiene il potere assoluto come governatore in nome del Dio (Allah) è il califfo. L’ origine linguistica della parola califfo significa: qualcuno che segue, che arriva dopo e ne prende il posto. Vicario o sostituto del Profeta. Principe o emiro dei fedeli.
Tutto il potere nello stato islamico è stato dunque nelle mani del califfo, colui che garantisce la giustizia sulla terra, che segue il profeta sulla terra dopo la sua morte, il Leader, il capo della Ummh islamica (la nazione musulmana ), a cui è dovuta l`obbedienza, secondo lo stesso Corano:
Sura delle donne, v. 59: { O voi che credete, obbedite ad Allah e al Messaggero e a coloro di voi che hanno l’autorità. Se siete discordi in qualcosa, fate riferimento ad Allah e al Messaggero, se credete in Allah e nell’Ultimo Giorno. È la cosa migliore e l’interpretazione più sicura“.

Da un potere assoluto come quello del califfo, deriva il potere dello stato islamico moderno perché non può essere contradetto, disobbedito e la sua parola è la prima e l’ultima: non c’è posto per la democrazia nello stato islamico, con conseguente azzeramento delle istituzioni, del parlamento, della volontà del popolo, della libertà di culto per le minoranze e l’emancipazione delle donne…
Secondo lo storico musulmano Ibn Khaldun (XIV secolo) i beduini dell’antica Arabia, divisi in tribù litigiose e senza un governo centrale, avevano bisogno di un capo carismatico che li unificasse su base religiosa. Anche questa fu dunque la missione di Maometto: leader politico grazie alla sua funzione profetica. Non fu comunque facile vincere la tendenza anarchica dei nomadi neppure per lui e il problema si ripropose alla sua morte. La figura del califfo (vicario o sostituto del profeta) all’inizio era una carica elettiva che si svolgeva secondo criteri antichi: un anziano (è questo il significato del termine arabo sceicco) era riconosciuto capo per la sua saggezza e capacità, ma non trasmetteva la propria carica a suo figlio.
Il primo Califfo, Abu Bakr al Siddiq, dopo la morte del profeta dell`islam, fu uno dei suoi suoceri, anziano e tra i primi e più fedeli seguaci di Maometto.
All’inizio del califfato, molte furono le proteste per la nomina di Abu Bakr al Siddiq, covava il pericolo dell’apostasia, perche’ tante tribù dopo la morte del profeta dell’islam, avevano deciso di non versare l’elemosina, ossia la decima o tassa dovuta, tornando all’antica anarchia.
Pur vittorioso contro tali ribelli, il primo califfo governò solo due anni e lasciò al suo successore una situazione ancora conflittuale e problematica, che egli saprà superare come vedremo nel prossimo articolo.

Abdelmesih Nashaat

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