Cultura / I copti, martiri dei terroristi islamici: “E’ ora di dire basta e cambiare l’interpretazione sbagliata del Corano”

Proseguiamo la collaborazione con Abdelmesih Nashaat, avvocato, interprete e studioso di Sesto San Giovanni, con il quale affronteremo alcuni dei principali argomenti di politica internazionale, legati più o meno direttamente alla nostra vita di tutti i giorni. Parleremo di libertà, di democrazia, della condizione femminile… con uno sguardo sul mondo musulmano da parte di un esperto.

Non passa anno senza che i cristiani del Medio Oriente subiscano qualche attentato. Al Cairo, domenica 11 dicembre, durante la messa è entrato nella chiesa -Al Botrossia- un giovane di 25 anni con una cintura di esplosivo e si è avvicinato alla zona riservata alle donne e di conseguenza anche ai bambini piccoli è fatto saltare causando 23 morti e 49 e devastando la chiesa, costruita all’inizio del 1900. Questi martiri sono gli ennesimi, e purtroppo ci siamo abituati sapendo bene che “Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo” (GV17,14), eppure non reagiamo alla violenza con la violenza, ma preghiamo anche per questi terroristi e affinché Dio dia anche a loro la pace e apra i loro occhi per vedere la luce.

Ma non tutti i musulmani sono dei terroristi: l’attentato è stato rivendicato dall’Isis e un giornalista musulmano e molto famoso – Ibrahim Issa, protagonista di un programma televisivo molto seguito da tutto il mondo arabo – ha detto: “Quanti egiziani cristiani devono morire per il terrorismo islamico che interpreta il Corano in modo sbagliato e violento?“. Bisogna cambiare il linguaggio da parte degli imam che educano i fedeli, evidenziando i versetti che chiamano alla misericordia che ricorrono nel Corano più di 80 volte.

Per cambiare il linguaggio radicale e l’interpretazione sbagliata dei versetti, occorre cambiare libri di testo nelle scuole, moderare il linguaggio dei media, sabotare le reti che diffondono idee sbagliate e favoriscono gli estremisti. 

I cristiani copti hanno fatto la differenza molte volte nel passato, anche nella storia recente: la rivoluzione contro l’imperialismo inglese nel 1919 ebbe l’appoggio fondamentale dei cristiani locali, come nel 1952 la rivoluzione dell’esercito contro la corruzione del re, come le guerre contro Israele e fino alla primavera araba del 2011 che ha visto un altro attentato a una chiesa il 31-12-2010 che causò 21 morti, e gli scontri a Maspero con 31 morti. Nel 2014 oltre 5 milioni di cristiani sono usciti in piazza per cacciare i Fratelli musulmani dal potere, per il bene della loro patria, del Medio Oriente e del mondo intero.

Non a caso il papa Shenuda, molto amato da tutti cristiani e da molti musulmani, che fu anche scrittore e poeta, disse: “La patria egiziana vive in noi, non è solo il luogo in cui abitiamo”.

Abdelmesih Nashaat

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