Sesto / Le reazioni politiche: poliziotti eroi, stop ai lavori della moschea e presidio delle forze dell’ordine a Sesto Fs

Una valanga di reazioni politiche nazionali e locali a Sesto San Giovanni, dopo l’uccisione del terrorista autore della strage a Berlino. Tutte le forze politiche elogiano l’operato della polizia, ma fioccano anche tante proposte: molti chiedono lo stop ai lavori della moschea di via Luini (che non è in alcun modo collegata alle indagini sul terrorista) e altri un presidio di polizia permanente in piazza della stazione Fs. Cominciamo dalle reazioni nazionali per proseguire con quelle locali.

FIANO (PD): “ORGOGLIO PER LA POLIZIA”- “Oggi deve prevalere l’orgoglio per le nostre forze dell’ordine. La vicenda dell’uccisione di Amis Amri – che è uscito dalla Germania, ha attraversato tutta la Francia ed è arrivato in Italia – non può essere annoverata solo come frutto di un caso fortunato. C’è un lavoro dietro. Ci sono forze dell’ordine che hanno una grande capacità operativa e di controllo del territorio. Bisognerà poi capire quali indagini aprirà questa vicenda per fare altre valutazioni ma, intanto, il dato che dobbiamo avere chiaro è che in questo Paese c’è una forte capacità di intelligence, che può dare anche lezioni al resto d’Europa, come dicono tutti gli esperti, perché abbiamo investigatori che si sono formati con la lotta alle mafie e sistemi di investigazione più efficienti. Ciò che succede in Italia non è casuale: c’è un lavoro alle spalle di controllo del territorio, di intelligence e di questo dobbiamo essere orgogliosi”. Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, intervenendo alla trasmissione “Aria Pulita”di 7Gold.

MARONI (LEGA): “ONORE AI POLIZIOTTI”- Onore ai nostri eccezionali poliziotti e alle forze dell’ordine che rischiano la vita per combattere il terrorismo e garantire la sicurezza“. Lo scrive sul suo profilo Twitter il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni commentando l’uccisione del tunisino che ha ucciso 12 persone a Berlino.

LEGA NORD: “C’ENTRA QUALCOSA LA MOSCHEA IN COSTRUZIONE?”- In merito alla drammatica sparatoia avvenuta a Sesto San Giovanni, con il decesso dell’attentatore di Berlino, Anis Amri, è intervenuto il Segretario provinciale della Lega Nord, Davide Boni: “Prima di tutto un plauso e un ringraziamento sentito alle forze dell’ordine, – commenta Boni – che con grande freddezza e mettendo a rischio la loro stessa vita, hanno neutralizzato il terrorista della strage di Berlino”. “Restano però dubbi inquietanti che devono essere immediatamente risolti, non solo sull’estrema facilità con cui i terroristi transitano come se niente fosse nel nostro Paese, – sottolinea Boni – ma anche perché Amri si trovava proprio a Sesto San Giovanni? Dove stava andando? Chi sono i suoi complici?”. “Non dimentichiamo anche che proprio a Sesto San Giovanni la comunità islamica sta progettando l’edificazione di una nuova moschea, di oltre 2.400 metri quadri. Vista la situazione, non solo auspico una presa di distanza ufficiale nei confronti di questo individuo e del fanatismo islamico in generale – conclude Boni – ma anche che le indagini che si stanno effettuando accertino chi sono le persone coinvolte.

COMITATO POPOLARE PER SESTO – “IL NOSTRO PLAUSO E PIENA SOLIDARIETA’ ALLE FORZE DELL’ORDINE. INQUIETANTE LA PRESENZA DI ANIS AMRI A SESTO” – “La prima cosa è il plauso alla coraggiosa e tempestiva azione della pattuglia di Polizia che ha portato all’uccisione di Anis Amri, il terrorista islamista responsabile della strage a Berlino, e l’assoluta vicinanza e piena solidarietà all’agente ferito. Certo è che inquieta non poco che un terrorista internazionale latitante e ricercato si trovasse nella nostra città, durante la sua fuga. Era forse in attesa di supporto e copertura?. Così Beniamino Bonardi, portavoce del Comitato Popolare X Sesto sui fatti di Piazza 1° Maggio, che continua: “Quella del terrorismo islamista è una minaccia concreta e presente, che va combattuta e sventata attraverso non solo gli strumenti della sicurezza dello Stato, ma anche attraverso la vigilanza e la mobilitazione civile, in supporto alle nostre forze dell’ordine. È fondamentale che la comunità islamica sestese garantisca il massimo di trasparenza e chiarezza rispetto alle sue forme organizzate e che non tolleri nessun atteggiamento radicale, assecondante e giustificazionista rispetto al terrorismo. Questo proprio per evitare generalizzazioni sbagliate e criminalizzazioni pericolose”. E conclude: “Nel rispetto delle leggi nazionali e dei dettami costituzionali, è chiaro che qualsiasi progetto si voglia perseguire sulla questione moschea, discriminanti saranno la trasparenza sui finanziamenti, il profilo di chi potrebbe operare e il controllo sulle attività formative e aggregative. Nel frattempo, la riapertura del posto di polizia di Piazza 1° Maggio sarebbe un passo importante verso il controllo e la prevenzione”.

PD DI SESTO- “PLAUSO ALLA POLIZIA”- “Il nostro plauso alla Polizia di Sesto San Giovanni che questa notte ha portato a termine positivamente una delicata operazione anti terrorismo. Nelle prime ore del mattino, infatti, il posto di blocco ubicato in piazza Primo Maggio ha fermato l’attentatore del mercatino di Natale a Berlino. Nel conflitto a fuoco è stato ferito l’agente scelto Christian Movio, a lui vanno i nostri più sinceri ringraziamenti e auguri di pronta guarigione, mentre l’attentatore è deceduto, è stato un agente in prova con all’attivo solo 9 mesi di servizio a reagire con sangue freddo e prontezza di riflessi. In momenti non facili come questo, in cui il terrorismo di stampo islamista si adopera per seminare il terrore non siamo certo esenti da rischi, ma le nostre forze dell’ordine svolgono un accurato lavoro di prevenzione e contenimento. Il terrorista per arrivare a Sesto ha attraversato indisturbato due Stati, ma la nostra intelligence è prontamente intervenuta per fermarne la fuga. Alla Polizia di Sesto tutto il nostro apprezzamento e la nostra stima”.

DI STEFANO: “ORA STOP ALLA MOSCHEA DI VIA LUINI”- E’ gravissimo quanto accaduto questa notte a Sesto – commenta Roberto di Stefano, candidato Sindaco di Forza Italia a Sesto San Giovanni -. La sparatoria che ha visto ucciso il terrorista di Berlino e ferito un agente di polizia lancia un allarme enorme e preoccupanti dubbi sul perché Amri fosse a Sesto o perché ci sia passato. Qualcuno stava per proteggerlo a Sesto? Questo gravissimo fatto di cronaca deve far riflettere sulla situazione a Sesto e sui tentativi di islamizzazione della città voluta dal Sindaco Chittò che vuole realizzare in citta una moschea di 2.400metri quadrati per ospitare oltre 4mila musulmani. Dopo questa sparatoria ci attendiamo una pronta retromarcia a e una valutazione attenta delle conseguenze di azioni che potrebbero dare a Sesto una connotazione rischiosa, a maggior ragione considerando i fatti di stanotte. Questa mattina ho immediatamente chiamato il Dott Guida, Comandante del Commissariato di Sesto, per esprimere solidarietà all’agente ferito, per fortuna in modo non grave e ringraziare la Polizia per il prezioso lavoro che svolge Sesto diventa a tutti gli effetti una località a rischio che necessita di provvedimenti seri e rapidi per garantire la sicurezza dei cittadini e per verificare in maniera approfondita i motivi della presenza del killer di Berlino in città”.

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