Sesto \ Il sindaco visita il poliziotto ferito e sulla sicurezza: “I controlli ci sono, ma pronti a fare di più”

Il sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, ha incontrato all’ospedale San Gerardo di Monza Cristian Movio, l’agente ferito dal terrorista autore della strage di Berlino poi a sua volta ucciso da un poliziotto nella notte di venerdì sul piazzale della stazione ferroviaria di Sesto. “Ho visto negli occhi dell’agente – ha raccontato il primo cittadino – dolcezza ma anche forza e consapevolezza e voglio condividere con la comunità sestese lo spirito di orgoglio per un’operazione che le forze dell’ordine fanno perché hanno un presidio quotidiano del territorio e si coordinano tra loro“.

Continueremo a seguire tutto l’evolversi della situazione – prosegue il primo cittadino – sul quale ho chiesto di essere informata dal Ministro dell’interno Marco Minniti. E’ il momento dell’orgoglio per l’agire intelligente delle nostre forze dell’ordine che non deve essere strumentalizzato per i fini propri. Bisogna essere tutti uniti sostenendo chi è sul territorio in prima linea e con la consapevolezza che la propria vita può essere in pericolo“.

Sulla possibile presenza di complici del terrorista, “Non ci sono relazioni col territorio – aggiunge Chittò – ma aspettiamo le indagini. Sesto San Giovanni è capace di gestire i processi di integrazione e nessuno si dovrà sottrarre al ruolo di collaborazione con le forze dell’ordine“.

Sulla moschea in costruzione, il sindaco è chiaro:Mettere insieme i due argomenti, la moschea e il terrorismo, è mancanza di rispetto per il lavoro dei poliziotti, le cose sono molto distinte. Allo stato attuale sono finite le bonifiche ed è stata chiesta dalla comunità islamica una proroga nell’utilizzo della struttura provvisoria, perché stanno raccogliendo i fondi per la costruzione dell’edificio definitivo. Ho incontrato i rappresentanti della comunità proprio venerdì mattina, avvisandoli dell’accaduto e sono rimasti molto scossi. Sul tema della sicurezza, comunque, noi continueremo a fare ciò che facciamo, già ci sono controlli coordinati tra le varie forze dell’ordine ma non ci sottrarremo se ci sarà chiesto di fare di più. Ad esempio si potrebbe riaprire il presidio della Polizia Ferroviaria a Sesto Fs, già presente nella stazione ma chiuso da tempo.  Faccio solo notare che questo signore è riuscito a girare per mezza Europa ma solo a Sesto, dove ci sono i controlli, è stato fermato“.

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