Sesto / Alstom Transport, licenziati due dipendenti: sindacati e operai protestano e scatta lo sciopero

In un clima già di faticose relazioni sindacali è arrivata anche la notizia di due licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo nell’ambito della legge Fornero all’Alstom Transport di Sesto San Giovanni. I segretari delle sigle metalmeccaniche che costituiscono il coordinamento nazionale Alstom Transport hanno infatti appreso dalla Rsu che la dirigenza ha intimato i due licenziamenti tra gli impiegati.

Un’ennesima azione che, dopo tre analoghe interruzioni di rapporti di lavoro a Guidonia, i trasferimenti da Bologna e Savigliano verso Sesto che hanno costretto alle dimissioni i lavoratori interessati e la difficoltà di definire i premi di risultato, vanno a configurare un quadro sempre più difficile e preoccupante.

«Il coordinamento Alstom Italia– dichiarano Fim, Fiom e Uilm territoriali e nazionali, nel rendere noto che i lavoratori dello stabilimento di Sesto stanno già attuando mobilitazioni a sostegno dei colleghi e che si stanno avviando verifiche sulla legittimità sulla decisione di interrompere i due rapporti di lavoro- chiede il ritiro di questi provvedimenti e un deciso cambio di passo in assenza del quale valuteremo le conseguenti risposte».

Nel sito di Alstom Transport sestese ieri è stata convocata un’assemblea tra i dipendenti che, oltre ad affrontare il tema del rinnovo del contratto di settore che sarà sottoposto a referendum tra meno di dieci giorni, è sfociata in uno sciopero fino alla conclusione del turno. «La politica dei trasferimenti e la conferma dell’affidamento ad una società esterna del service per quanto riguarda Sesto San Giovanniaggiunge il segretario Uilm Milano Francesco Carusoa cui si aggiungono ora i due licenziamenti, sono segnali precisi di un preciso indirizzo della dirigenza che non vuole assolutamente valorizzare il know how e l’esperienza dei propri dipendenti ma che sta guardando altrove, senza neanche dar seguito ad un confronto costruttivo con i sindacati. Di fatto, i nuovi vertici stanno agendo unilateralmente, annullando in questo modo quelli che sono decenni di buone relazioni tra le parti. Ribadiamo la netta contrarietà ai licenziamenti e chiediamo l’immediato reintegro dei due dipendenti coinvolti, visto che non si configura una motivazione reale di questa azione nell’ambito dell’organizzazione del lavoro o di necessità aziendali».

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