A Milano la mostra di Canaletto e Bellotto

Canaletto e Bellotto, zio e nipote, nati a Venezia rispettivamente nel 1697 e nel 1722 dipinsero con puntuale precisione le più famose vedute della loro magica città in grandissimo numero, grazie al costante uso della camera ottica. Opere che appassionarono collezionisti di tutta Europa.

Ben presto il secondo si staccò dal primo di cui era allievo divenendo secondo alcuni più bravo di lui, anche se Antonio Canal detto il Canaletto restò sempre l’incontrastato “maestro della luce”, morbida, pastosa, rasserenante. Il Bellotto fu più attento alle architetture, ai particolari, alle ombre, con una luca più fredda che rende più malinconico il paesaggio. Si può osservarlo nel dipinto con lo stesso soggetto: “Il ponte di Rialto verso sud” di entrambi gli artisti. Esposti entrambi nella grande mostra in corso a Milano in P.zza Scala, nella sede di Banca Intesa e San Paolo, curata da Bozena Anna Kowalczgk, e coordinata da Gianfranco Brunelli. In esposizione oltre 120 opere tra dipinti (di cui 10 solo di Canaletto), disegni e incisioni più tre opere di Fabio Berardi. Alcune notissime, altre mai esposte prima soprattutto tra le opere giovanili. Un percorso che non vede solo Venezia. La Lombardia è presente con la veduta del Bellotto della Vaprio leonardesca del 1744. Molte le vedute di Roma. Quando il Bellotto che conosceva la città solo dai dipinti dello zio, vi giunse, restò affascinato dal barocco di Borromini, Bernini, San Gallo, e vi restò un lungo periodo con intensa produzione che servì più tardi di modello per le vedute di Piranesi. Molte opere giungono da Dresda, dove il Bellotto fu pittore di corte e professore di prospettiva all’accademia di Belle Arti. Protagoniste vedute della città Sassone e dell’Elba. Molte le opere provenienti dalle ricche collezioni della regina Elisabetta e di nobili inglesi appassionati collezionisti dei pittori veneziani. Lo zio morì nel 1769 e fu sepolto nella chiesa di San Lio a Venezia. Il nipote nel 1780 e le sue spoglie rimasero a Varsavia in un luogo sconosciuto.

Una mostra imperdibile e significativa molto valorizzata dalla splendida sede espositiva, riconosciuta, come dice Giovani Bazoli, presidente emerito di Intesa San Paolo come una delle più importanti sedi espositive al mondo. Il ricco catalogo è edito da Silavana Editoriale con saggi di Sergio Marinelli che indaga particolarmente nel confronto tra le opere dei due artisti. Fino al 3 marzo 2017.

Rosetta Pasini

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