Sesto / Ospedale di viale Matteotti, inaugurata la nuova area del parto: guarda le foto

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E’ stata inaugurata la nuova Area del Parto dell’ospedale pubblico di Sesto San Giovanni alla presenza dell’assessore alla Salute della Regione Lombardia, Giulio Gallera, il sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò, il direttore generale dell’ASST Nord-Milano, Fulvio Edoardo Odinolfi.

La nuova Area Parto occupa una superficie di 750 mq ed è stata oggetto di una radicale ristrutturazione in sintonia con le concezioni più attuali che non separano gli ambienti per il travaglio e il parto, come si può osservare in altri punti nascita di riferimento, la Clinica Mangiagalli o l’Ospedale dei Bambini Buzzi.

“Questa nuova area parto realizzata grazie a un finanziamento regionale di circa 930mila euro dimostra l’attenzione che Regione Lombardia ha nei confronti di questo presidio ospedaliero, importante punto di riferimento per il territorio“. Lo ha detto l’assessore al
Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della sua visita.

ORGANIZZAZIONE –Nella realizzazione di questi nuovi spazi – ha sottolineato l’assessore – ho constatato un’efficace organizzazione per intensità di cura e tipologia di assistenza; una particolare ricerca nella creazione di un ambiente accogliente e a misura della partoriente e del neonato; nonché un’ottimizzazione dei percorsi. Ancora una volta ho il piacere di riscontrare che gli investimenti regionali sono stati azzeccati“.

RUOLO ASST NORD MILANO – “Nella prospettiva della presa in carico dei pazienti, così come previsto dalla nostra riforma socio sanitaria – ha concluso Gallera – il lavoro che l’Asst Nord Milano sta realizzando e continuerà a realizzare, che coinvolge anche l’ospedale Città di Sesto San Giovanni e l’ospedale Bassini, potrà essere assunto come modello da emulare. Si tratta, infatti, dell’unica Azienda, in tutta la Lombardia, ad avere un bacino di utenza, quello della prima cintura dei Comuni di Milano, caratterizzato da un’altissima densità di popolazione che presenta fragilità particolari, come ad esempio il disagio giovanile o le dipendenze, che necessitano di risposte specifiche“.

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