Sesto / “Incompatibili con la mala politica”, la risposta dei Democratici al sindaco che li ha cacciati

La risposta dei Democratici per il cambiamento alla defenestrazione dell’assessore Mauro Bernardi, decisa dal sindaco Monica Chittò su indicazione della maggioranza di centrosinistra miracolosamente ricompattatasi (magia delle elezioni alle porte) non si è fatta attendere. Ed è affidata a Facebook dato che ormai il dibattito politico a Sesto si può fare solo sui Social: le sedi di partito sono sparite, i militanti sempre più scarsi.

Ecco cosa scrivono i Democratici: “CARO MAURO, SIAMO INCOMPATIBILI CON LA MALAPOLITICA. Adesso andremo avanti con le nostre battaglie di libertà, rigore nei conti pubblici, trasparenza, partecipazione e legalità per scardinare “la vischiosità” di un sistema che paralizza e danneggia la città. Ti siamo grati per il prezioso lavoro che hai svolto nell’interesse di noi sestesi. In questo ultimo anno il Sindaco ha evitato in tutti i modi il confronto politico su molti temi importanti posti alla sua attenzione. Non ha mai dato seguito a molte questioni proposte dall’assessore Bernardi e dal gruppo dei Democratici per il Cambiamento, quali ad esempio, la riduzione delle società partecipate, le scelte sul futuro del forno inceneritore, una diversa impostazione delle politiche di bilancio.
Siamo stati tacciati di essere dissidenti quando in realtà siamo stati gli alleati più leali e coerenti al mandato conferito dagli elettori.
Ci siamo opposti, questo è vero, a pratiche talvolta clientelari che costituiscono ancor oggi l’humus dove prolifera “la buona politica” sestese.
Oggi la città è paralizzata perché il suo Sindaco ha affrontato solo in parte i problemi, preferendo preservare la situazione preesistente alla sua nomina e tessere i rapporti con la vecchia nomenclatura politica pur di sopravvivere.
Non a caso, la coalizione che si è formata intorno alla sua ricandidatura, è ancora costituita dai comunisti di Rifondazione, Sinistra Italiana e il vecchio establishment del Partito Democratico. Insomma, una coalizione che nasce già vecchia.
Noi Democratici per il Cambiamento, nonostante l’epurazione di staliniana memoria, continueremo l’azione politica in città rivendicando con forza le azioni di buon governo che siamo riusciti a realizzare in mezzo a mille resistenze.
L’avvio della lotta alla morosità nelle case comunali, la riorganizzazione della Polizia Locale con i security point, la messa in sicurezza delle scuole, l’operazione verità sulla colonia di Bibbona e il primo piano cittadino per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Queste sono solo alcune delle iniziative promosse dal nostro gruppo. La purga somministrata dalla Chittò, dietro “prescrizione” medica del redivivo Penati, è la prova che la politica in questa città ha bisogno di un cambiamento radicale.  Noi continueremo a fare il possibile per migliorare Sesto San Giovanni nonostante loro”.

In consiglio comunale, nel frattempo, i due superstiti del gruppo dei Democratici non fanno più parte della maggioranza, che ora annovera Pd (col neoacquisto Gianvecchio), Sel e Prc. Manca troppo poco alle elezioni perché qualcun altro si aggreghi palesemente. Ma ora i giochi sono aperti: il centrosinistra ha deciso di presentarsi nella versione più vintage che c’è: il centro è praticamente sparito, la sinistra riformista ben nascosta. Si tratta di capire come Filippo Penati, ritornato alla scena politica, che da sempre si dichiara riformista ed attento alle istanze del centro, si muoverà per evitare che la coalizione sia troppo sbilanciata a sinistra (o quel che ne rimane). 

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