Sesto / Stress da lavoro, i sindacati fanno il punto della situazione allo Spazio Mil

Sala pienissima (oltre 250 partecipanti) per il convegno “Stress lavoro correlato. Persona, organizzazione del lavoro e valutazione dei rischi” organizzato da Cgil,Cisl Uil della Lombardia per lunedì 12 settembre allo Spazio Mil di Sesto San Giovanni. Al convegno, aperto da una relazione di Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia, hanno partecipato Stefano Gheno, docente di Psicologia delle risorse umane università Cattolica del Sacro Cuore, Raffaele Latocca, coordinatore del Laboratorio Regionale Stress Lavoro Correlato, Tommaso Russo che ha sostituito Giulio Gallera, assessore al Welfare Regione Lombardia assente per un impegno istituzionale, Maria Rosaria Spagnuolo, responsabile area Salute sicurezza sul lavoro di Assolombarda, Antonio Traficante, direttore Inail Lombardia, Angelo Urso, segretario regionale Uil Lombardia, Massimo Balzarini, segretario regionale Cgil Lombardia.

Ha tenuto la relazione introduttiva Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl, che ha messo in luce il forte impegno unitario del sindacato in Lombardia su salute e sicurezza, per la piena applicazione delle normative in materia e per la formazione permanente delle lavoratrici e dei lavoratori. Gilardoni ha sottolineato come le forme e le modalità del lavoro siano sollecitate da profonde trasformazioni, come il contesto sociale sia sempre più complesso. E dunque il processo di valutazione del rischio stress lavoro correlato è un’attività complessa e dinamica, che richiede l’assunzione di un modello partecipativo. In quest’ottica, il rappresentante per la sicurezza assume una funzione fondamentale, strategica. E’ una risorsa preziosa per tutto il processo valutativo dei rischi, e del rischio stress lavoro correlato. Non solo. Aiuta ad accompagnare la gestione di piani di intervento per l’eliminazione o riduzione dei rischi e più in generale per la promozione del benessere dei lavoratori. L’investimento in prevenzione richiede strategia, programmazione pianificazione dei molteplici interventi. Le linee guida relativamente al coinvolgimento del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nella valutazione della gestione dello stress lavoro correlato approvate lo scorso mese di luglio devono quindi rientrare in un sistema di prevenzione e gestione della sicurezza in azienda.

Il prof. Stefano Gheno, docente dell’università Cattolica di Milano, è intervenuto spiegando il titolo della sua relazione “Sentinelle: a che punto è la notte?”, per arrivare alla conclusione che sullo stress lavoro-correlato siamo in piena notte. Non si interviene adeguatamente, si fa fatica ad accettare che qualcosa che si prova a livello psicologico possa avere un’influenza reale sul fisico e sull’attività lavorativa, troppo spesso non ci si crede. Bisogna cambiare il paradigma, passare da obbligo a partnership, sottolineando le grandi responsabilità dei medici del lavoro e anche degli psicologi del lavoro.

Raffaele Latocca, in qualità di medico del lavoro, ha spiegato come crescono le cause dello stress, spesso legate all’intensificazione del lavoro, all’invecchiamento della popolazione, allo sviluppo delle malattie professionali e ad altri fattori che cambiano il paradigma della patologia. La valutazione non può essere meccanicistica e implica tempi di conoscenza lunghi. Un ruolo fondamentale è quello dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Vanno consultati per contribuire non a prendere decisioni ma ad orientarle. Dopo la proiezione di alcune interessanti video interviste, realizzate da Marta Valota con i Rls, Angelo Urso della segreteria della Uil Lombardia ha aperto la tavola rotonda dando la parola alla dottoressa Maria Rosaria Spagnuolo di Assolombarda, che ha sottolineato oltre che la positività della legge e delle linee guida nazionali, che vanno applicate, anche l’importanza del lavoro svolto in partnership, intorno a un tavolo che ha lavorato a lungo e seriamente con il coinvolgimento di tutti i soggetti, per la stesura del documento della Commissione consultiva regionale. Dobbiamo sperimentarci su cose nuove, il tema dell’invecchiamento, la valutazione di genere, ha aggiunto Spagnuolo, ma la cosa che conta di più è l’esperienza di chi vive in azienda.

Il Presidente Inail Lombardia, Antonio Traficante, nel ricordare il ruolo dell’istituto nella prevenzione, ha evidenziato anche le criticità del metodo Inail, che però è stato utile a fornire strumenti di ricerca e di intervento cui hanno concorso tutti i soggetti coinvolti, Rls compresi, il cui coinvolgimento deve essere alla base della valutazione del rischio, come ha chiarito il documento regionale. I nostri dati ci dicono, ha aggiunto, che le aziende che hanno adottato modelli organizzativi che tengono conto dello stress lavoro correlato, hanno tratto senz’altro giovamento nell’organizzazione del lavoro e in termini di benessere per i lavoratori, ma anche sul piano delle ricadute economiche.

Il dott. Tommaso Russo, intervenuto a nome di Regione Lombardia in sostituzione dell’assessore Gallera, ha definito il decreto “una normativa che dà fiducia e per com’è stato pensato avvicina al cittadino”. Un’attenzione particolare l’ha dedicata al lavoro pubblico, un settore di grande complessità, sottolineando il ruolo di controllo e di verifica che spetta alla politica.

Concludendo i lavori del convegno Cgil Cisl Uil della Lombardia sullo stress lavoro correlato, Massimo Balzarini della segreteria della Cgil Lombardia ha ringraziato chi ha partecipato all’incontro, sottolineando che c’è stato un lungo lavoro comune di preparazione, in partnership, fin dalla definizione del piano quadriennale. Un percorso che si sta facendo in Lombardia valorizzando un lavoro congiunto che deve essere sostenuto anche a livello territoriale, attraverso la formazione che è decisiva. Il rischio stress lavoro correlato è questione complessa e si sono dovute aspettare le linee guida europee prima e l’accordo del 2010 poi, che hanno definito l’obbligo alla valutazione. Siamo però ancora a dover discutere del coinvolgimento dei Rls: facciamolo in fretta, cambiamo paradigma. Oggi ci sono ulteriori fattori che complicano le cose; sull’invecchiamento della popolazione ha sottolineato che bisognerebbe facilitare l’uscita delle persone tenendo però conto del bagaglio di competenze di cui sono portatrici e che rischia di andare disperso. Valorizzare poi le capacità e le competenze delle donne, considerando che la valutazione dei rischi è spesso calibrata sugli uomini. Si sono modificati tempi e modi di lavoro, coi cellulari lo spazio si estende, si è sempre in connessione, bisogna approfondire questioni come queste.

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