Sesto / ABB, accordo sugli esuberi e per dare corrente a un grande datacenter

I lavoratori di ABB, la multinazionale con sede italiana a Sesto San Giovanni, hanno approvato con il referendum dell’11 e 12 luglio a larga maggioranza il contenuto dell’ipotesi di accordo che era stata siglata davanti al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 27 giugno, dopo tre giorni di trattativa unitaria delle sigle sindacali  metalmeccaniche al tavolo di Assolombarda. Particolarmente rilevanti sono i dati di Sesto San Giovanni e Vittuone. A Sesto su 884 aventi diritto al voto, con presenza media in azienda nei due giorni di 557, hanno votato in 415: i sì sono stati 408. A Vittuone, invece, su una presenza media in stabilimento di 469 su un totale di 626 aventi diritto, hanno votato in 369: 335 allo spoglio i sì. L’accordo, seppur rimangono confermati i 351 esuberi previsti, assicura una copertura di 5 anni per il raggiungimento della pensione, attraverso i 18 mesi di mobilità o in alternativa i 24 mesi di Naspi: ABB si farà anche carico, grazie alle richieste delle sigle sindacali, dell’integrazione al reddito fino all’80 percento della retribuzione e della copertura della contribuzione volontaria, in caso di mancato raggiungimento dei requisiti per la pensione. Sono previsti anche incentivi per coloro che invece non potranno rientrare nella condizione precedente. «Siamo molto soddisfatti dell’esito del voto – è il commento del delegato Rsu Uilm di Sesto Giuseppe Aguzzi  è una conferma del buon lavoro di contrattazione svolto, sempre con l’obiettivo di ottenere il massimo per i lavoratori ABB, anche se in un contesto di esuberi. Questo è il miglior accordo possibile e siamo riusciti ad ottenere le tutele che ci erano state sottratte da Jobs act e legge Fornero: anche a Sesto, l’headquarter a vocazione prevalentemente impiegatizia, i contenuti del documento siglato al Mise sono passati con efficacia. Ci auguriamo che anche in  occasione del prossimo incontro tra sigle sindacali, Rsu e azienda per il rinnovo della cassa integrazione ordinaria per il settore EPC, l’azienda dimostri la stessa apertura alla contrattazione senza ricorrere, come accaduto in passato, ad azioni unilaterali».

Nel frattempo sempre ABB si è aggiudicata un ordine per la fornitura in opera delle apparecchiature di alta tensione di una sottostazione da ENGIE Italia, player della transizione energetica. La sottostazione, realizzata per un data center in Italia, ne garantirà la connessione stabile e affidabile alla rete in alta tensione.
I data center ospitano server, infrastrutture di telecomunicazione e sistemi informatici per la gestione di dati e applicazioni critiche. Fondamentale è la continuità di alimentazione, senza la quale i dati potrebbero andare persi con notevoli impatti economici e di sicurezza. La taglia sempre crescente dei data center comporta che in taluni casi sia necessario l’allacciamento all’ alta tensione con una connessione stabile e affidabile.

Per garantire i requisiti tipici di un data center, le apparecchiature che ABB fornirà per l’allaccio alla rete nazionale saranno in configurazione ridondante, ossia con due stalli uguali e collegati alle reti nazionali principali, proprio per garantire l’affidabilità della rete a un’utenza energivora quale il data center. La sottostazione a 132/15 kV renderà disponibili 50 MVA al data center, oltre l’equivalente della potenza necessaria a illuminare la città di Roma. ABB si occuperà della progettazione, della fornitura, del trasporto e della messa in servizio delle apparecchiature che verranno consegnate il primo trimestre del 2017. Lo scopo della fornitura include due trasformatori di potenza, due moduli di alta tensione isolati in gas SF6, il sistema di protezione e controllo e i relativi sistemi ausiliari.

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