Più aerei all’aeroporto di Bresso? Secco no dal sindaco e interrogazione in consiglio regionale

No all’aumento del traffico aereo all’aeroporto di Bresso. Dopo le associazioni arriva anche lo stop dal sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli.

Il campo volo deve rimanere una scuola per piloti e uno spazio per piccoli aerei da turismo – scrive il primo cittadino in una nota -. L’aeroporto di Milano-Bresso “Franco Bordoni Bisleri” verrà aperto al traffico comunitario civile di aviazione generale e degli aerotaxi: questa è la notizia che abbiamo appreso dagli organi di stampa . Il probabile ampliamento è, peraltro, contenuto nel nuovo regolamento di scalo aeroportuale emanato da Enac, che entrerà in vigore dal primo luglio prossimo. Aprendo la pista al decollo e all’atterraggio dei cosiddetti aerotaxi, ossia voli commerciali con un numero indeterminato di passeggeri provenienti da ogni parte del mondo, vengono meno gli accordi sanciti nel Protocollo d’intesa del 31 luglio 2007 che, all’art. 2, escludeva opere e interventi che si potessero configurare come un potenziamento della capacità di traffico e nei fatti viene rotto l’equilibrio che con la sottoscrizione del citato protocollo d’intesa era stato faticosamente raggiunto”.

Gli intenti del suddetto Protocollo erano quelli di vagliare una eventuale ricollocazione dell’impianto aeroportuale di Bresso e di attuare nell’immediato interventi di adeguamento degli impianti e delle strutture esistenti al fine di assicurare i necessari livelli di sicurezza dell’aeroporto strettamente connessi e funzionali al traffico in essere.

“La violazione degli accordi, con l’apertura dello scalo di Bresso ai voli commerciali, – prosegue il sindaco – desta notevole preoccupazione per noi amministratori di Bresso, per gli amministratori degli altri Comuni interessati e per i cittadini tutti, soprattutto per la presenza di una pista di atterraggio di dimensioni ridotte e per la mancanza di un sistema di sicurezza e antincendio non adatto a voli di dimensioni elevate”.

L’aeroporto è inoltre collocato in una posizione strategica e delicata: interamente inserito nel nostro Parco Nord, il polmone verde che abbraccia Bresso su tre lati, confina a est con il sito demaniale che ospita provvisoriamente un centro di accoglienza dei migranti gestito dalla CRI. Lo scorso 25 maggio 2015, in seduta aperta, il Consiglio Comunale, alla presenza di ENAC aveva discusso e votato all’unanimità un documento con il quale chiedeva al Sindaco di farsi promotore presso il Ministro dei Trasporti, il Prefetto di Milano ed ENAC di dare piena attivazione al rispetto del citato protocollo di intesa, affinché il campo volo “rimanga una scuola per piloti e uno spazio per piccoli aerei da turismo!”.

“Il 24 Giugno 2016, con una lettera ai soggetti coinvolti, – aggiunge Vecchiarelli – abbiamo chiesto l’immediata Convocazione di un tavolo per giungere ad una soluzione condivisa che sappia rispettare il Protocollo d’intesa del 31 luglio 2007. Le inadeguate misure di sicurezza dell’aeroporto hanno di fatto richiesto, di recente in data 22 marzo 2016, l’emanazione di un decreto prefettizio volto a regolare le comunicazioni relative alle attività di volo in arrivo e in partenza dallo scalo per implementare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. A questa delicata vicenda si stanno interessando Parlamentari della zona e Consiglieri regionali, che hanno presentato una interrogazione al Ministro delle infrastrutture e trasporti e alle Istituzioni della Regione Lombardia. Terremo alta l’attenzione e la comunicazione ai cittadini sarà costante!”.

La stessa richiesta è stata fatta attraverso un’interrogazione presentata martedì in Consiglio Regionale della Lombardia, di cui è prima firmataria la vicepresidente del Consiglio regionale, Sara Valmaggi (Pd), originaria di Sesto San Giovanni.

Facendo nostre – spiega Valmaggi – le preoccupazioni espresse dal sindaco di Bresso e unendoci a un’interrogazione parlamentare presentata sullo stesso tema, abbiamo voluto presentare un’interrogazione in cui chiediamo alla giunta di farsi parte attiva nella tutela dei cittadini del territorio limitrofo all’aeroporto, convocando un incontro con tutte le parti in causa”.

Nel 2007 – continua Valmaggi – era stato sottoscritto un protocollo d’intesa in cui si ponevano limiti precisi al traffico aereo e si vietava il potenziamento della struttura, questo per la vicinanza alle aree urbane, per la mancanza di sistemi di sicurezza adeguati e per la tutela del Parco nord, del quale fa parte lo scalo. Ora invece, l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) che ne disciplina l’accesso e la circolazione, con un nuovo regolamento disattende il protocollo d’intesa e apre al traffico comunitario civile, ad aerotaxi e elicotteri, senza limitazioni. Questo non è accettabile perché comporta gravi rischi per i cittadini e l’ambiente. Chiediamo alla Regione di adoperarsi perché non accada”.

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