Cultura / E’ giustificata dal Corano l’esistenza di un super stato islamico?

In questo articolo e in quelli che seguiranno, iniziamo una collaborazione con Abdelmesih Nashaat, avvocato, interprete e studioso di Sesto San Giovanni, con il quale affronteremo alcuni dei principali argomenti di politica internazionale, legati più o meno direttamente alla nostra vita di tutti i giorni. Parleremo di libertà, di democrazia, della condizione femminile… con uno sguardo sul mondo musulmano da parte di un esperto.

LO STATO ISLAMICO

Riguardano noi, ma soprattutto il  mondo islamico e da lungo tempo, come testimoniano i vani tentativi riformisti di intellettuali come Muhammad Hassanayn Haykal, Khalid Muhammad Khalid e come lo Shaykh ‘Ali ‘Abd al-Raziq. Quest’ultimo, all’indomani dell’abolizione del Califfato seguita alla fine della Prima Guerra Mondiale e alla dissoluzione dell’Impero Ottomano, osò scrivere: “Senza dubbio i Musulmani considerati come un’entità etnica avevano bisogno, come gli altri popoli del mondo, d’un governo che ne regolasse gli affari e si prendesse cura dei loro interessi. Se i giuristi intendono per istituzione califfale ciò che gli studiosi di politica intendono per “governo”, è giusto quanto dicono; che la pratica del culto e il bene del popolo poggiano sull’istituzione califfale, presa nel senso di governo, qualunque ne sia la forma e la natura: assoluta o no, monarchica o repubblicana, dittatoriale, costituzionale o consultiva, democratica, socialista o bolscevica. La loro argomentazione non può andare oltre. Se per “istituzione califfale” intendono invece quel tipo speciale di governo che essi definiscono, allora la loro argomentazione non è atta a sostenere le loro tesi e le loro prove non hanno  consistenza”… “L’unione di tutto il mondo in un sol governo e una sola politica, è quasi al di fuori della natura umana e non è in relazione col divino volere. Si tratta di una semplice mira terrena che Allah ha riservata alle nostre menti, lasciandoci liberi di regolarci secondo i nostri lumi, la nostra scienza, i nostri interessi, le nostre passioni e tendenze. E’ questa una saggia disposizione di Allah perché si rimanga differenziati: ‘Se il tuo Signore lo avesse voluto, Egli avrebbe fatto di tutti gli uomini un’unica nazione; però non cesseranno di essere distinti fra loro” dice lo stesso Corano”.

Nonostante ciò, grandi sono ancora le sofferenze prodotte da chi pretende la restaurazione di uno Stato Islamico universale, interpretando a proprio piacimento passi del Corano, detti del Profeta Muhammad e suoi comportamenti. E’ un tipo d’involuzione che genera violenza, porta all’autoghettizzazione, rifiuta ogni diversità.

Il califfato non è una attribuzione religiosa, come non lo sono l’ufficio di tribunali e altri apparati e uffici dello Stato. Tutte queste funzioni sono puramente politiche. Dopo la morte di Muhammad, quattro successori gli sono seguiti: Abu Bakr che era stato uno dei suoi più fedeli collaboratori, ma che subito dovette reprimere la secessione delle tribù non più intenzionate a prestar fede ai patti stretti col suo predecessore, ormai defunto. Egli fu comunque molto severo e onesto nel gestire l`umma islamica, ma il suo potere durò solo due anni. I suoi tre successori, Omar, Othman e ‘Ali, morirono tutti di morte violenta. La pretesa unità della comunità islamica stava già facendo i conti con profonde divisioni interne.

Abdelmesih Nashaat

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