A Sesto la prima sezione Montessori in una scuola pubblica per ora non si fa: il Comune non ha 50mila euro da investire nell’educazione

La sezione sperimentale a metodo Montessori a Sesto San Giovanni per l’anno 2015-2016 ? Occasione persa, nonostante l’importante risposta positiva della comunità verso il metodo pedagogico proposto.

Se Cinisello Balsamo ha aderito con entusiasmo all’idea di una sezione col metodo della più famosa pedagogista italiana nel mondo, a Sesto San Giovanni l’impresa si sta rivelando ardua. La casa dei bambini avrebbe dovuto essere realizzata all’interno di aule dell’Istituto Galli Breda dove il dirigente scolastico Marina Acquati ha dimostrato grande apertura e convinzione nell’attuazione del metodo, partendo proprio dai bambini 3-6 anni come vuole la letteratura montessoriana.

Ma la burocrazia ci ha messo lo zampino. E così prima il consiglio docenti della scuola ha posto come condizione che si optasse per l’aggiunta di una decima sezione che andasse a rispondere alle numerose richieste provenienti da fuori bacino e fuori comune e non la trasformazione di una sezione (delle 9 sezioni attualmente aperte nell’istituto). Vista la situazione, si è resa necessaria l’individuazione di uno spazio aggiuntivo che ha coinvolto il comune di Sesto San Giovanni. L’ufficio tecnico, se inizialmente aveva individuato le aule per la realizzazione della casa dei bambini, le ha successivamente scartate perché l’intervento di adeguamento avrebbe avuto un costo di 50mila euro. 

Una piccola cifra, confrontata col pachidermico bilancio comunale sestese. Soprattutto se si tagliassero le spese superflue e si evitassero gli sprechi. Ma tant’è. Si è quindi pensato al complesso Corridoni, dove tuttavia lo spazio non corrisponderebbe alle nuove regole di edilizia scolastica. Come spesso capita, fare qualcosa di positivo a Sesto e per Sesto si rivela impresa ardua. Anche se l’associazione Montessori non si da per vinta.

© Riproduzione permessa solo citando espressamente la fonte Corriere di Sesto

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