Ecco i dati sull’economia cinese nel 2012 e due progetti da Sesto per la Cina

L’Istituto Confucio lancia un dizionario multilingue su Expo 2015; l’imprenditore Alberto Lu l’idea di un centro sportivo a Sesto per allenare giovani calciatori provenienti dalla Cina

Guangzhou, una delle più dinamiche megalopoli cinesi

LA CINA DA I NUMERI- La Cina? Il Dragone gode di ottima salute, nonostante la crisi che, dal 2008, sta contraendo l’economia a livello mondiale: importazioni: più 24,9%, esportazioni: più 20,3%, crescita dell’economia: più 8%. Sono solo alcuni dei dati diffusi dal Centro studi per l’impresa della Fondazione Italia Cina nel rapporto annuale “La Cina nel 2012, scenari e prospettive per le imprese”.

Diversi sono i cambiamenti a cui sta andando incontro questo gigante economico, a partire dal ricambio ai vertici istituzionali previsto per settembre a causa dei sopraggiunti limiti di età del leader Hu Jintao, fino alla crescente urbanizzazione che, a inizio 2011, ha registrato, per la prima volta, un numero superiore di abitanti delle metropoli rispetto a quelli che ancora risiedono nelle zone rurali.

Il tutto è accompagnato da un aumento del reddito pro capite responsabile di un maggiore benessere della popolazione, ma anche a una maggiore omologazione rispetto ai comportamenti del mondo occidentale. Non a caso si registra una crescente sensibilità dei consumatori cinesi nei confronti dei marchi e del marketing, alla ricerca di una maggiore qualità dei prodotti.

Ma è negli investimenti diretti esteri (Ide) che la Cina primeggia. Sempre secondo le stime del Centro studi per l’impresa, gli Ide hanno mantenuto un buon livello di crescita, con un tasso annuo del più 13,15, raggiungendo la cifra di 116 miliardi di dollari alla fine del 2011. Secondo il World investment report 2011 dell’Unctad (United nations conference on trade and development), la Cina è attualmente al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, per quanto riguarda gli investimenti esteri.

SESTO E IL CELESTE IMPEROLa Cina è sempre più presente a Sesto San Giovanni. Non solo come opportunità di lavoro per le imprese locali che vogliono affacciarsi sul mercato asiatico (vedi anche questo articolo del Corriere di Sesto online) ma pure per il mercato italiano.

Un esempio arriva dall’Istituto Confucio dell’Università Statale di Milano, che ha sede proprio a Sesto San Giovanni. Per gli ospiti stranieri che visiteranno Milano in occasione dell’Expo 2015, sarà un aiuto da portare sempre con sé. Per gli operatori dell’Expo, sarà uno strumento di lavoro per comunicare con i visitatori stranieri e con gli altri operatori sulle tematiche specifiche di Milano 2015. Per gli specialisti, diventerà una risorsa per ulteriori ricerche in ambito linguistico-contrastivo.

Sono questi gli obiettivi con cui è nato il progetto “Parole per mangiare”: ideato dal Dipartimento di Lingue e Culture contemporanee dell’Università degli Studi di Milano, sostenuto dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, con l’appoggio del Comitato organizzatore di Expo 2015, esso prevede la realizzazione di un dizionario pratico Italiano – Cinese – Inglese e di una banca dati terminologici multilingue (italiano, cinese, inglese, arabo, russo, francese, spagnolo, hindi e tedesco).

Il progetto, che è dedicato alle tematiche al centro di Expo 2015 (gastronomia, nutrizione, sicurezza alimentare, biotecnologie) e che si avvale anche della collaborazione di esperti nutrizionisti e biologi, sarà presentato in anteprima al pubblico e alla stampa martedì 3 aprile alle 11.30 nell’aula T3 del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano (piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni, Mi – MM1 Sesto Marelli).

Marie-Christine Jullion, direttore del Dipartimento di Lingue e Culture contemporanee dell’Università degli Studi di Milano, Giuliana Garzone, ordinario di Lingua inglese del dipartimento, e Javier Santos, ricercatore di Lingua spagnola del dipartimento, presenteranno il contenuto del progetto, i metodi e le risorse utilizzate, sottolineando anche la sua portata formativa per gli studenti che partecipano alla ricerca.

LA CINA A SESTO E’ ANCHE CALCIO- Ci sono però anche cinesi che hanno scelto Sesto per lavorare, non solo nel settore della ristorazione. “Sono arrivato dalla Cina 27 anni fa – dice Alberto Lu, proprietario di un bar in via Puccini, nonché vicepresidente della società di calcio Città di Sesto – e fin’ora ci siamo sempre trovati bene. Ma ora la crisi si fa sentire anche qui”. Continua Alberto Lu: “Le cose ora si stanno facendo più complicate anche a causa dei lavori stradali. La chiusura di viale Gramsci ha portato via tanto lavoro, ma sono consapevole che il Comune sta lavorando per il futuro della città che ormai considero mia a tutti gli effetti”. Lu ha inoltre proposto di recuperare il centro sportivo Boccaccio come scuola calcio per i giovani provenienti dalla Cina. Finora però l’idea è rimasta sulla carta. Alla prossima amministrazione comunale la possibilità di rilanciarla.

Arianna Sala

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